Il programma di oggi prevede la visita del curioso mercato LX Factory, in parte all'aperto e in parte all'interno di un fabbricato industriale dismesso e riadattato.
Si trova nella zona ovest della città proprio sotto il famoso ponte a 25 April, un imponente struttura dove i percorsi autostradale e ferroviario si ricongiungono per attraversare uno sopra l'altro l'estuario del Tago.
Per raggiungere la nostra prima meta ci siamo distribuiti su tre Uber che ci hanno depositati all'ingresso dell'area mercato dove abbiamo gironzolato per un po', senza troppo entusiasmo mi è parso.
Più tardi, sempre a mezzo Uber, abbiamo raggiunto il Monastero dos Jerónimos dove abbiamo trovato una lunghissima fila d'attesa all'ingresso. Dovevamo prevederlo ma "col senno di poi...". Pazienza, abbiamo acquistato online i biglietti e prenotato la visita per il pomeriggio alle 15.
Nel frattempo ci siamo diretti a piedi alla Torre de Belém, lontana poco più di un chilometro, sufficiente a mettere alla prova la resistenza di noi due. Nel tragitto ci siamo consolati ammirando i bel giardino della Praça do Império, attigua all'altrettanto bel Jardim Vasco da Gama, occupato al momento dalle bancarelle del mercato.
Camminando abbiamo a lungo fiancheggiato il Centro Cultural de Belém con il suo museo d'arte contemporanea. Forse meritava una visita, anche per il giardino d'ulivi, gli artisti di strada e i pattinatori che pare si radunino qui: noi non ne abbiamo visti, sia all'andata che al ritorno.
Giunti in vista della torre, un ultimo sforzo per salire e scendere la passerella che attraversa la strada e poi altro bel giardino che avvolge la baia dove è collocata la torre.
Breve pausa e poi ritorno al monastero, sostando nel frattempo per il pranzo a ristorante O Rio Marisqueira che ci ha accolti tutti.
Giunti nei pressi del monastero abbiamo ricordato l'ingresso del Museo Navale che avevamo visitato nel lontano 1991: peccato non poterlo mostrare oggi ai nipoti per mancanza di tempo.
Intanto all'ingresso del monastero la coda d'attesa era forse ancor più lunga e non era previsto alcun accesso prioritario per che già possedeva i biglietti. Per fortuna la coda era dovuta solo al frazionamento degli ingressi per cui, scoccata l'ora, siamo entrati rapidamente.
La visita si è protratta parecchio e alla fine c'è stato il piccolo dramma delle due nostre ragazze rimaste sole per qualche minuto all'uscita.
Placati i pianti e preso un attimo di respiro sempre con Uber siamo rientrati in hotel dove abbiamo anche cenato tutti, accordandoci per l'impegnativa giornata di domani.